iGen o generazione smartphone. Che rischio corrono i nostri piccoli?

Sempre più spesso vediamo bambini utilizzare quotidianamente smartphone e tablet con una naturalezza disarmante. Che siano in età ancora infantile o già un pochino più grandi, i nostri figli passano sempre più tempo davanti allo schermo di un cellulare, ma a cosa porta un atteggiamento del genere?

Che cos’è la iGen?

bambino smartphonePrima di tutto dobbiamo fare un’introduzione sulla nascita di questa generazione smartphone.
Ormai definita scientificamente iGen, comprende i bambini nati dal 1995 al 2012 che sono cresciuti nell’era dell’avanzamento tecnologico, l’enorme diffusione degli smartphone e del loro utilizzo.

Se già a partire dai ragazzi nati nel 1995, ormai ventenni, hanno cominciato a verificarsi delle sostanziali differenze con le generazioni precedenti, i nati dal 2010 in poi hanno subito cambiamenti radicali nel vivere la loro infanzia, sfociando in cambiamenti preoccupanti per quanto riguarda il loro benessere mentale.

Prima generazione a passare non solo l’adolescenza ma sempre più spesso anche una buona parte dell’infanzia, chini sullo schermo di uno smartphone, i bambini della i Gen si allontanano sempre di più dal trascorrere il loro tempo libero in compagnia degli amici, in mezzo alla natura o in giochi di gruppo o individuali che danno sfogo alla loro creatività o fantasia.

Perché è pericoloso quindi lo smartphone?

Tutti abbiamo lasciato il nostro smartphone ai nostri bambini almeno una volta, che sia per giocare o scattare una foto, i nostri pargoli hanno una dimestichezza con questo tipo di tecnologie che a noi ha richiesto un po’ di abitudine nell’utilizzo.
La cosa importante, è accertarci che ne facciano un uso sporadico e abbastanza limitato che non sfoci in un’abitudine che può portare molti più problemi di quanto non appaia quando sono ancora molto piccoli.

bambino tablet

Da recenti ricerche emerge infatti come ci sia uno stretto collegamento fra depressione, ansia, solitudine adolescenziale e utilizzo dello smartphone. I bambini e ragazzi che passano molto tempo sul cellulare sono quindi meno felici rispetto a quelli che conducono una vita più simile a quelle delle vecchie generazioni.

I ragazzi appartenenti all’iGen, proprio per il grande lasso di tempo passato davanti allo smartphone, dedicano meno tempo ad attività naturali e spontanee della loro età come uscire con gli amici sviluppando conseguentemente un’attitudine più ridotta alla socialità.

Un’altra conseguenza negativa e decisamente pericolosa della dipendenza da smartphone, inoltre, è che i ragazzi cresciuti in continuo contatto con cellulari di ultima generazione e tablet, leggono molto meno dei giovani di un tempo incappando in problemi e difficoltà anche a livello scolastico.

Cosa possiamo fare noi genitori?

La cosa più importante che noi genitori possiamo fare è quella di non lasciarci abbindolare dalla tranquillità che potrebbe portarci lasciare il nostro cellulare o tablet come distrazione o passatempo per i bambini.

Se, come sta succedendo negli ultimi anni, li lasciamo a contatto fin da piccolini con lo smartphone, si abitueranno a vederlo come un passatempo naturale del quale chiederanno sempre più spesso la compagnia.

E’ consigliato quindi evitare che diventi per loro un oggetto così familiare ma spingerli ad esplorare e conoscere il mondo che hanno intorno.
Certo, i ragazzi della iGen sono fisicamente più protetti e sicuri, ma un ginocchio sbucciato non ha mai creato danni irreparabili come potrebbe fare questa tendenza.

Coinvolgete quindi i vostri bambini in attività creative, stimolate il loro desiderio di scoperta e insegnate loro a godere delle gioie della socialità, della natura e della lettura.

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