Obbligo vaccinale, scopriamo cos’è nel dettaglio

Con la riapertura della scuole stiamo assistendo al culmine di un dibattito ormai acceso da diverso tempo che riguarda l’approccio favorevole o contrario alle vaccinazioni.
Polemica accesa irrimediabilmente dall’approvazione del Decreto Lorenzin, che prevede l’obbligo di vaccinazione per i bambini che dovranno frequentare asili nido e scuola materna, e in maniera meno restrittiva per quanto riguarda le scadenze, i ragazzi fino ai 16 anni, l’obbligatorietà del vaccino ha scatenato reazioni contrastanti su tutto il territorio italiano.

Il Decreto prevede la somministrazione gratuita in forma esavalente e quadrivalente di 10 vaccini che dovrebbero portare la copertura ad almeno il 95% dei bambini vaccinati arrivando così alla cosiddetta immunità di gregge. Di queste 10 vaccinazioni, sei risulterebbero obbligatorie in via permanente, andando ad immunizzare i bambini per: poliomelite, difterite, tetano, epatite B, pertosse e Haemophilius B.

A questa vaccinazione esavalente con obbligatorietà permanente, ne seguirebbe quindi una obbligatoria sino a diversa successiva valutazione seguita ad una verifica triennale che andrebbe ad immunizzare da: morbillo, rosolia, parotite e varicella.

Le due mancanti, inizialmente inserite nel provvedimento e poi considerate raccomandate, meningococco B e C, sarebbero offerte gratuitamente in base alle indicazioni del Calendario vaccinale insieme al pneumococco e rotavirus.

Cosa prevede il Decreto Lorenzin?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e vediamo nello specifico come ci si dovrà comportare per l’ammissione a scuola dei bambini e ragazzi fino ai 16 anni, compresi i minori stranieri non accompagnati.

Come abbiamo già visto, i bambini da 0 a 16 anni dovranno sottoporsi a vaccinazione combinata in formula esavalente e quadrivalente per poliomelite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemphilius B, morbillo, rosolia, parotite e varicella.
Non si tratta quindi di somministrare 10 dosi diverse o in un’unica soluzione, ma suddivise in due somministrazioni.

Il Decreto prevede che, entro l’11 settembre del corrente anno, i genitori abbiano presentato i certificati di avvenuta vaccinazione o immunizzazione (nel caso il bambino avesse già affrontato la malattia), alle scuole oggetto di iscrizione dei figli.

Come adeguarsi al decreto?

In alternativa alla documentazione dell’avvenuta vaccinazione, ai genitori è stata offerta la possibilità di presentare un’autocertificazione per i propri figli con la riserva di presentare la prova dell’avvenuta vaccinazione entro il 10 marzo 2018.

Vista l’approvazione definitiva come decreto legge avvenuta il 28 luglio scorso, per aiutare le famiglie, è stato possibile effettuare la richiesta di vaccinazione telefonicamente tramite il CUP, inviando una mail alla posta elettronica (ordinaria o certificata) ad una delle Asl regionali, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure tramite la prenotazione in farmacia.

Per quanto riguarda le scuole elementari, medie e il biennio delle superiori, la certificazione dovrà essere consegnata entro il 31 ottobre.

decreto vacciniE se il bambino non può effettuare vaccinazioni per motivi di salute? In questo caso, i genitori dovranno presentare, sempre presso le scuole, la documentazione del caso che attesti l’impedimento alla vaccinazione con l’inserimento del bambino all’interno di classi con bambini già vaccinati o immunizzati.

Il decreto vaccini prevede inoltre che vengano sottoposti a vaccinazione o immunizzazione anche i bambini e i ragazzi già iscritti alla scuola dell’obbligo. Non basterà quindi che i ragazzi abbiano già frequentato uno o più anni scolastici e dovranno sottoporsi anche loro a vaccinazione.

Cosa succede se non si rispetta il decreto?

Al momento di mancata certificazione della vaccinazione o della sua richiesta da parte dei genitori, il dirigente scolastico dovrà segnalare la violazione del decreto alla Asl che si incaricherà poi di contattare la famiglia per un colloquio informativo sulle modalità e i tempi delle vaccinazioni.
Se il genitore non provvederà anche in questo caso, la Asl contesterà formalmente l’inadempimento.

Per tutti i genitori che non rispetteranno le scadenze, o si rifiuteranno di sottoporre i propri figli a vaccinazione, si prevede quindi una sanzione compresa fra i 100 e i 500 € che estinguerà l’obbligo vaccinale consentendo l’ammissione alle scuole, di primo e secondo ciclo, ma non agli asili nido e alle scuole per l’infanzia, per le quali la vaccinazione risulta obbligatoria pena l’esclusione dall’iscrizione.

Si può evitare la vaccinazione?

Come già detto, i bambini con problemi di salute, potranno essere esonerati o godere di un posticipo dalla vaccinazione previa la presentazione di documenti che ne attestino l’impedimento.

E se il bambino ha già avuto una delle malattie che rientrano nella vaccinazione?
In questo caso, si provvederà a sottoporre i soggetti immunizzati ad una o più malattie previste dalla vaccinazione obbligatoria, a vaccini in formulazione monocomponente che non conterranno l’antigene della malattia già contratta vedendosi naturalmente immuni.

Pro o contro? L’Italia divisa

L’opinione pubblica, riguardo questo decreto, vede avvicendarsi opinioni contrastanti riguardo l’obbligatorietà dei vaccini, scatenando anche accese diatribe fra i cosiddetti noVax e quelli invece a favore del decreto e, più i generale, alla vaccinazione.

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Immagine tratta da La Stampa

A questo riguardo, La Stampa ha condotto un sondaggio chiedendo agli italiani se fossero favorevoli o contrari all’obbligo dei vaccini a scuola.
Risulta quindi che il 69% degli italiani si dichiara favorevole contro il 28% dei contrari risultanti uno su quattro degli intervistati.

Le ragioni maggiori a favore della vaccinazione obbligatoria, sono emerse essere che i vaccini salvino la vita (26%), perché hanno fatto sparire malattie dello scorso secolo (18%) e perché sono ritenuti preventivi di gravi malattie (15%).

Per quanto riguarda i noVax, contrari quindi alla somministrazione di vaccini, il 10% dichiara che siano un modo per curare gli interessi delle case farmaceutiche, mentre il 7% lo considera un atto contro la libertà di pensiero/scelta.

Quest’anno quindi, il suono della campanella, non solo ha portato la consueta ansia da anno scolastico nei nostri bambini e ragazzi, o le solite polemiche sui libri di testo, ma una questione che esula dal concetto scolastico in sé coinvolgendo ambienti e correnti di pensiero diverse fra loro.
Voi cosa ne pensate?

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