Artrosi ginocchio: quali terapie per la gonartrosi, risponde Michele Massaro

“Esistono forme di artrosi ginocchio più o meno gravi, ognuna va diagnosticata con cura ed esattezza per, poi, decidere qual è la migliore terapia da prescrivere, il percorso ideale da intraprendere” esordisce il dottor Michele Massaro, specialista ginocchio ed esperto in chirurgia mini invasiva. Le cure, le alternative all’intervento chirurgico ci sono e devono essere sfruttate nel migliore dei modi per recuperare una buona qualità della vita.

In linea generale, l’artrosi è una patologia in crescita nel nostro Paese. Colpisce ossa ed articolazioni del 30% della popolazione adulta in Italia (dai 45 anni in su): i casi più frequenti interessano pazienti anziani tra i 70 ed i 79 anni.

L’artrosi del ginocchio (o gonartrosi) è una patologia degenerativa della cartilagine e dell’osso subcondrale: la causa più diffusa è l’invecchiamento ma le cause possono essere anche di tipo traumatico (sport, incidenti), sistemico, meccanico, obesità, asse della gamba alterato da alluce varo, valgo, flesso.

“Alcune forme di gonartrosi si risolvono soltanto con l’intervento chirurgico, altre no. Dipende dalle condizioni di salute del paziente, dall’intensità del dolore, dal danno strutturale, rigidità o limitazione del movimento articolare. Ora vi spiego quali sono le diverse terapie disponibili” promette e mantiene il dottor Massaro, chirurgo presso le cliniche Humanitas di Bergamo che, nel suo curriculum, vanta interventi di successo e che necessita di instaurare innanzitutto un rapporto umano con i pazienti.

Artrosi ginocchio: le terapie possibili descritte da Michele Massaro
Le terapie ideali per intervenire sull’artrosi ginocchio a diversi livelli di gravità spegnendo il dolore ed eliminando l’infiammazione fino alla soluzione estrema sono:

  • Trattamento farmacologico;
  • Fisioterapia;
  • Terapia infiltrativa intra-articolare;
  • Medicina Rigenerativa;
  • Terapia chirurgica.

Michele Massaro specialista ginocchio e anca descrive in che consistono queste terapie.

Artrosi ginocchio: terapia farmacologica
Il primo passo per ridurre e sperare di eliminare gradualmente dolore ed infiammazione consiste nell’assunzione di farmaci:

  • Analgesici (paracetamolo, Efferalgan) contro il dolore;
  • Antinfiammatori non steroidei (FANS come ibuprofene, diclofenac, nimesulid) che riducono infiammazione e gonfiore;
  • Condroprotettori, farmaci o integratori da assumere per via orale che favoriscono la normalizzazione della cartilagine articolare e del liquido sinoviale per proteggere e nutrire la cartilagine. Un condroprotettore è l’acido ialuronico che viene, però, somministrato attraverso infiltrazioni intra-articolari.

Artrosi ginocchio: fisioterapia
Alcuni trattamenti di fisioterapia sono particolarmente efficaci contro dolore ed infiammazione come:

  • Tecarterapia;
  • Magnetoterapia;
  • Laserterapia;
  • Ionoforesi;
  • Tens;
  • Terapia manuale eseguita dall’osteopata per sbloccare l’articolazione e rilassare i muscoli;
  • Idrokinesiterapia.

Esercizio fisico regolare, un’alimentazione adeguata, un peso forma ed ausili come plantari specifici, scarpe ammortizzate o ginocchiere sono validi alleati per chi soffre di artrosi ginocchio.

Terapie infiltrative intra-articolari
Il dr. Michele Massaro specialista ginocchio ci spiega quando ricorrere alle infiltrazioni intra-articolari.

“Quando la terapia farmacologica non funziona più ed il dolore è particolarmente severo, l’infiltrazione intra-articolare è da raccomandare, soprattutto per trattare eventi traumatici”.

Si può ricorrere ad infiltrazioni a base di:

  • Cortisonici, curativi per i traumi e ad effetto temporaneo nei casi di degenerazione artrosica;
  • Acido ialuronico, un condroprotettore utile come antinfiammatorio, antidolorifico e per il recupero della motilità articolare in quanto funziona da lubrificante e ripristina la viscoelasticità del liquido sinoviale. Rigenera lo strato superficiale della cartilagine e riduce il versamento intra-articolare;
  • Una combinazione di glucosamina e condroitina solfato;
  • Collagene idrolizzato;
  • MSM (metilsulfonilmetano).

Artrosi ginocchio: Medicina Rigenerativa
Anche per l’artrosi ginocchio è possibile applicare le attuali conoscenze della Medicina Rigenerativa, un campo che combina ricerca con applicazioni cliniche allo scopo di favorire la rigenerazione o il ripristino delle condizioni fisiologiche dei tessuti compromessi. Frena il processo degenerativo favorendo la riparazione dei tessuti.

“Tra le sostanze rigenerative e fattori di crescita, cito subito il PRP (platelet rich plasma), il plasma ricco di piastrine. Consiste nel prelevare il sangue del paziente e centrifugato in un apposito apparecchio. Successivamente, il concentrato plasmatico di piastrine viene iniettato nel ginocchio” spiega il dott. Michele Massaro.
PRP e Lipogems intervengono su casi di gonartrosi lieve/moderata e dolente, lesioni meniscali o LCA con degenerazione cartilaginea.
Il dottor Massaro segnala anche la cura di gel piastrinico per la rigenerazione cellulare e gel di polinucleotidi (PDRN) in grado di mantenere nel tempo una buona funzionalità articolare.
L’intervento chirurgico mini invasivo protesi ginocchio

Il dottor Michele Massaro specialista ginocchio ricorre all’intervento di chirurgia mini invasiva solo se necessario ovvero se la gonartrosi risulta invalidante condizionando pesantemente la vita e le attività quotidiane. La protesi ginocchio mini invasiva è la più avanzata, sicura e risolutiva attualmente disponibile. Dura, in media, 20-25 anni. Va a sostituire cartilagine ed osso compromessi dall’artrosi ginocchio ripristinando la funzionalità articolare.

La protesi è più piccola, la tecnica d’intervento è molto meno traumatica ed aggressiva, i tempi di recupero e riabilitazione sono più rapidi. Si corrono meno rischi di infezione e lussazione, preservano i legamenti crociati anteriore e posteriore (se sani). Questa tecnica è caratterizzata dal risparmio osseo e muscolare.

“La chirurgia mini invasiva dà la possibilità di impiantare una protesi totale per rivestire tutto il ginocchio o parziale (monocompartimentale) per sostituire uno solo dei tre comparti del ginocchio (femoro-tibiale mediale, laterale o femoro-rotuleo). Rispetta il corpo mantenendo una biomeccanica quanto più possibile naturale”.

 

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