Depressione dopo parto? Si identifica con un esame del sangue

depressione post partoUna scoperta importantissima è stata messa a punto da alcuni ricercatori, che hanno identificato i fattori genetici alla base della depressione dopo parto.

La depressione dopo sarebbe una questione di geni, insomma, almeno questo è quanto affermano i ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora. Un semplice esame del sangue potrebbe presto identificare quali donne in gravidanza sono a più alto rischio di sviluppare il quadro clinico, in modo tale da poter essere trattate prima che vengano travolte dai sintomi.

Fino al 20% delle neo-mamme possono provare sentimenti di ansia, disperazione e tristezza dopo il parto, ma i medici non hanno un modo affidabile per prevedere quali mamme in attesa sono più vulnerabili. E mentre quelle con una storia di disturbi dell’umore possono avere un rischio leggermente più elevato di sentirsi depresse dopo il parto, nella maggior parte dei casi ci sono pochi segni che preannunciano quali donne svilupperanno il disordine nelle settimane e nei mesi dopo la nascita dei loro piccoli.

Ma in un piccolo studio effettuato su 52 donne in gravidanza e pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, i ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine hanno trovato dei cambiamenti in alcuni geni (TTC9B e HP1BP3), che potrebbero essere rilevati mediante un esame del sangue, che sarebbero in grado di predire quali le donne colpite. Le mutazioni genetiche identificate sono del tipo epigenetiche, il che significa che non sono alterazioni permanenti nel genoma delle donne ma invece riflettono differenze nel modo in cui questi geni sono stati attivati.

Gli scienziati, guidati da Zachary Kaminsky, un professore di psichiatria e scienze comportamentali alla Hopkins, si sono ispirati a partire da una ricerca condotta sui topi. Essi hanno scoperto che gli estrogeni, che aumentano durante la gravidanza, innescano dei cambiamenti nell’ippocampo, una regione del cervello che è responsabile della memoria e dell’umore, e che sono due i geni in particolare che sono stati colpiti. Non si sapeva molto su questi frammenti di DNA, ma era noto solo che giocavano un qualche ruolo nei processi di regolazione dell’umore – come l’adattamento a nuovi ambienti e la riorganizzazione dei circuiti neurali per rendere tali adattamenti possibili.

Nel corso della loro ricerca gli scienziati hanno scoperto che gli stessi geni venivano colpiti nelle donne che sperimentavano la depressione post-partum, tanto che Kaminsky e i suoi colleghi ne hanno concluso che essi rendono le neo mamme, più sensibili al drastico calo di estrogeni che si verifica dopo la nascita. Senza l’estrogeno, i geni non sarebbero mai stati attivati.

Per confermare i risultati, Kaminsky ha convalidato gli esami del sangue su un gruppo più ampio di donne in gravidanza che sono state seguite per un periodo di tempo più lungo, ma il test genetico sembra già essere sufficiente ad identificare le donne a rischio più elevato – in qualsiasi momento durante la gravidanza – e a consentire loro di usufruire di trattamenti che potrebbero impedire l’esordio dei peggiori sintomi della depressione.

Finalmente una buona notizia e un’arma in più alle donne.

 

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