Fecondità assistita: 5 cose da sapere

Avere un figlio è il sogno di ogni coppia ma, quando la natura non lo permette, la soluzione arriva dalla scienza ed è quella della fecondazione assistita.

I famosi “figli in provetta”, ormai, non sono più un tabù ma, al contrario, il desiderio di diventare genitori – oggi – è riconosciuto come un diritto e, come tale, merita di essere rispettato.

Ma cosa c’è da sapere in merito alla procreazione medicalmente assistita (PMA)? Scopriamolo in questa guida dedicata alle 5 principali cose che occorre conoscere.

5 cose da sapere sulla fecondità assistita

Sulla fecondità assistita se ne parla e si scrive molto, ma non sempre si mettono in evidenza tutto quello che effettivamente si dovrebbe conoscere ad hoc ed in dettaglio. Ecco cosa c’è effettivamente da conoscere.

#1. Infertilità

Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per infertilità si intende: “l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti mirati e non protetti”. Si tratta di un problema medico per il quale si richiede il ricorso ad uno specialista che – attraverso la prescrizione di determinate analisi ed eventuali visite – determinerà la diagnosi, dopo aver verificato lo stato di salute degli apparati riproduttivi maschili e femminili.

#2. Scelta della metodica

Una volta diagnosticata l’infertilità, sempre su consiglio medico, sarà necessario procedere con la scelta della metodica da utilizzare e del Centro in cui avviare la PMA. Esistono diverse tipologie di fecondazione che passano attraverso 3 livelli caratterizzati – in ordine crescente – da pratiche via via sempre più sofisticate.

#3. Fivec ed Icsi

Si tratta di alcune tra le tecniche maggiormente proposte dagli staff medicI, data la notevole probabilità di successo.

La Fivet è la fecondazione che avviene in vitro e si concretizza con il trasferimento dell’embrione. Si effettua il prelievo degli ovociti, sui quali si versa una minima quantità di liquido seminale e – qualora avvenga la fecondazione – essi vengono trasferiti nell’utero. Questa tecnica è generalmente applicata nei casi in cui l’infertilità dell’uomo sia non grave o comunque tale da garantire che gli spermatozoi raggiungano l’ovocita da fecondare.

L’ICSI: si tratta di una tecnica che prevede, al contrario della prima, l’iniezione diretta dello spermatozoo nell’ovocita, mediante una micro cannula. Questa metodica viene proposta o in presenza di ovocita crioconservato o di spermatozoi poco attivi.

#4. Fecondazione eterologa

Tale soluzione – a seconda dei casi – prevede la donazione o dell’ovocita o dello sperma da parte di un esterno alla coppia. Essa viene proposta solo nei casi in cui m, uno dei due potenziali futuri genitori sia totalmente infertile o sterile.

#5. Chiedere un aiuto psicologico

Durante la fecondazione assistita, i genitori avranno momenti di cedimento o – addirittura – di crollo psicologico. Ecco perché, il consiglio principale è quello di farsi seguire da un professionista che sia in grado di affiancare la coppia in questo percorso che, spesso, è causa di malumori ed incertezze. Anche perché non sempre si è così fortunati da avere successo al primo tentativo. Anzi, nella maggior parte dei casi è necessario sottoporsi a più cicli. L’obiettivo di avere un figlio va raggiunto anche da un punto di vista mentale, oltre che fisico.

 

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