Fecondazione assistita: le varie tecniche

fecondazionePiù di due decenni fa, in una procedura sperimentale chiamata fecondazione in vitro (IVF), i medici unirono l’ovulo di una donna e lo sperma di un uomo su un piattino di vetro in un laboratorio. Per la prima volta, diedero vita al concepimento al di fuori del corpo di una donna. Nove mesi più tardi, il primo bambino in provetta venne alla luce.

Oggi, la tecnologia di riproduzione assistita (ART), si riferisce non solo alla fecondazione assistita e/o in vitro, ma anche a diverse varianti su misura per le condizioni uniche dei pazienti. Queste procedure vengono di solito accoppiate con delle terapie più convenzionali, come i farmaci per la fertilità, per aumentarne i tassi di successo. Quasi uno su ogni tre cicli di risultati, nasce un bambino.

Ma le procedure di riproduzione assistita sono invasive e costose. Anche se non hanno effetti sulla salute a lungo termine della gestante o del bambino, la maggior parte dei medici consiglia di ricorrere ad essa come ultima risorsa per avere un bambino.

Ecco una carrellata delle principali tecniche:

La fecondazione in vitro (IVF): Questa è una delle procedure più comunemente utilizzate. Gli ovuli della donna vengono combinati con lo sperma del partner su un piattino in un laboratorio. Una volta avvenuta la fecondazione, gli embrioni risultanti vengono lasciati sviluppare da 3 a 5 giorni prima di venire immessi nell’utero.

Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI): Uno degli spermatozoi del partner viene posizionato all’interno dell’ovulo della donna con un ago microscopico. In questo caso si inserisce lo spermatozoo direttamente dentro l’ovulo, piuttosto che disporre molti spermatozoi vicino alla parte esterna dell’uovo, come avviene nell’IVF, in un piatto da laboratorio. Una volta che avviene la fecondazione, l’embrione risultante viene collocato all’interno dell’utero.

Trasferimento dei gameti nelle tube di Falloppio (GIFT): Le uova vengono combinate con lo sperma del partner in un piattino, in laboratorio, poi vengono chirurgicamente iniettate nelle tube di Falloppio utilizzando un laparoscopio o un tubo in fibra sottile. La fecondazione accade all’interno del corpo della donna, e l’embrione si impianta naturalmente. Anche se questa procedura veniva comunemente praticata un tempo, oggi viene raramente utilizzata, perché il successo con la fecondazione in vitro è di gran lunga maggiore, in media.

Trasferimento dello zigote nelle tube di Falloppio (ZIFT): Come per miracolo, gli ovuli della donna si mescolano con lo sperma del partner in un piattino in  laboratorio, poi vengono posti chirurgicamente nelle tube di Falloppio. Ma, come con la fecondazione in vitro, il medico attenderà che avvenga la fecondazione prima di posizionare gli embrioni dentro l’utero. Questa procedura viene eseguita meno comunemente, perché ha un tasso di successo inferiore all’IVF.

Donatrice di ovuli o di embrioni: Se una donna non è in grado di concepire utilizzando le proprie uova, un ovulo donato da un’altra donna viene unito con lo sperma del partner e l’embrione risultante viene impiantato nell’utero. Questa procedura può anche essere effettuata con un embrione o dello sperma donati.

Maternità surrogata, o l’uso di un vettore gestazionale: Tra le tecniche della fecondazione assistita rientra anche la maternità surrogata. In questo caso, un’altra donna porta l’embrione, o un embrione donatore, a termine e dà il bambino alla luce per conto di un’altra.

 

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